giovedì 16 maggio 2013

La Famiglia Serpenti

 Come si misurano i bambini nella Famiglia Serpenti? Quando incontriamo uno dei bellissimi saettoni del giardino, vediamo chi si è allungato di più da un anno all'altro :-)
Quando invece si a trovare il papà l'Erpetologo ci si diletta a contare decine di natrici dal collare, grandi e piccine :-)
 Nicolò ormai si sente del mestiere (da grande vuole studiare i serpenti, ma va? :-P), Zoe ha provato l'ebrezza per la prima volta!


 La rana è piaciuta un po' meno. Ma in realtà sono settimane che dice Ca Ca (la R ancora ci manca eh) tutta entusiasta, ogni volta che ne vede, vere, disegnate, giocattolo! Per noi che abitiamo nel paese dei babi :-)

 Insieme si va a liberare le bestiole, liberare è parte dell'amare!
Nicolò tiene alla sorellina lezione di "lucertole"  :-)
Ora quando torna la primavera?

domenica 5 maggio 2013

Latte vegetale con Estrattore

In barba alla scarsità di denaro, mi sono da qualche tempo regalata un estrattore.
L'ho scelto perchè finivo per non usare mai la centrifuga per via dello scarto davvero troppo abbondante.
Mio figlio e mio marito amano i succhi e fornirli freschi e "rinforzati" con verdura a foglia verde, erbe selvatiche o carote o zenzero dà una mano ad inserire nutrienti preziosi.
Ciò che mi ha tentata dell'estrattore è anche il fatto che la macchina, rispetto alla centrifuga, è decisamente più eclettica, potendo essere usata anche per fare i latti vegetali o passare le minestre ed anche i legumi ;-)
Così l'ho messa alla prova: latte di mandorle e latte di soia.
Il primo è veramente comodo e veloce. E' sufficiente ricordarsi di mettere a mollo le mandorle la sera ed al mattino basta sciacquarle ed inserirle nell'estrattore in funzione, aggiungendo acqua in un rapporto di circa 1:5 (ma personalizzabile secondo i gusti). E il latte è immediatamente pronto per una colazione veloce.
La consistenza è leggermente più granulosa di un latte fatto con apposita macchina (il filtro è leggermente meno fine), ma ci si fa in fretta l'abitudine e se proprio danno fastidio è possibile versarlo nella tazza attraverso un colino a trama fine ;-)
Latti di semi oleaginosi ottenuti in questo modo sono naturalmente del tutto crudi!
Il latte di soia può essere fatto con il medesimo procedimento, ma questo latte naturalmente andrà poi fatto bollire qualche minuto prima di berlo o utilizzarlo.
L'okara che esce dall'estrattore è molto più asciutto di quello che rimane nella altre macchina, da reidratare quindi un poco per usarlo nelle ricette.
Anche in questo caso c'è una granulosità maggiore, risolvibile come sopra se dà fastidio.
Io l'ho usato per fare il tofu: dopo averlo fatto bollire ho quindi aspettato qualche minuto che si abbassasse la temperatura ed ho versato il calcio solfato disciolto in poca acqua. Atteso la cagliatura e poi versato il tutto nella mia pressa. Non ho però pressato con un peso il panetto, che ho solamente lasciato scolare qualche ora.
Il risultato è stato sorprendente! La resa è eccellente, perchè i "granuli" non sono altro che piccole parti di fibra passate attraverso il filtro e quindi apportano un aumento di volume considerevole. Certo non è la soluzione ideale se state cercando un tofu dalla consistenza fine (per usarlo in creme o dolci), ma vantaggioso se lo consumate alla piastra o scrumbled.


L'estrattore si è rivelato un'ottima macchina per i latti vegetali, tanto che credo di vendere la mia soyapower.
Certo, dal momento che si tratta di una macchina più cara delle macchine per fare i latti vegetali non ha alcun senso l'acquisto solo per questo scopo.
Ora vado a fare merenda con un succo di carote, tarassaco, arancio, mela e cipolla.
Non sorridete, è una delizia :-D

domenica 7 aprile 2013

Qual'è il "peso forma"?

Credo che ormai tutti sappiamo come sia dilagante l'epidemia di obesità che sembra colpire i paesi industrializzati e che è tanto preoccupante, sopratutto poichè coinvolge sempre più anche i bambini e sempre più piccoli.
Purtroppo nei bambini obesi sono individuabili patologie e fattori di rischio che fino a poche decine di anni fa erano considerati esclusivi dell'adulto (dal diabete di tipo 2 all'ipertensione).
Allo stesso tempo mi capita di fare consulenza a persone che intendono perdere peso, il cui indice di massa corporeo (ed anche il semplice aspetto fisico) rientra nella norma.
L'eccessiva magrezza non è più salutare di un peso eccessivo e, più che altro, i desideri di magrezza solitamente rispondono a quella che è la nostra idea di bellezza e forma fisica.
Il rotolino di adipe localizzato, un leggero sovrappeso o un leggero sottopeso, non sono per forza indici di cattiva salute.
Seguendo un corso con Coursera mi sono imbattuta nel concetto di "health at every size".
L'obesità è indubbiamente correlata con molte patologie. Questo significa che è più probabile soffrire di tali patologie quando si è sovrappeso. Ma qual'è la soglia? Di quanto? E, penso io, non può essere più che altro che alcuni cibi spesso consumati da chi è sovvrappeso siano correlati con le suddette patologie, oltre che il peso in sè?
Osservando solo il BMI (body mass index, il famoso indice di massa corporea)si può compiere errori grossolani di stima: il 51% (più della metà!) degli adulti considerati sovrappeso e quindi a rischio risulta invece perfettamente sano dopo analisi più approfondita (sostanzialmente un esame del sangue); mentre bel il 24% dei soggetti considerati normopeso all'analisi ematica presenta invece fattori di rischio (dal colesterolo elevato a problemi di glicemia e via discorrendo).
Sottolineando ancora una volta come il chiletto "extra" o il rotolino antiestetico sono problemi legati esclusivamente allo specchio, come promuovere veramente la salute, più che una immagine o un peso "ideale"?
Concentrarsi sul peso rischia di essere psicologicamente impattante -sopratutto in una società dell'apparire come la nostra- senza essere realmente utile.
Le persone finiscono a fare diete iperproteiche, a spendere soldi in improbabili beveroni o integratori, nella speranza di fare pace con la bilancia. E tutto questo probabilmente per la salute fa più male che bene.
D'altro canto avere un aspetto tonico e sano non è garanzia di buona salute, come dimostrano i tanti sportivi stroncati anche in giovane età da infarti e ictus. Tutto il movimento del mondo ed avere gli addominali a tartaruga non significano per forza avere anche sangue fluido e organi sani.
Sarebbe bene cercare, con uno sforzo collettivo, di mettere da parte il giudizio dell'altro sulla base dell'aspetto, anche quando si parla di salute e fitness.
Una persona sovrappeso, ma attiva e che conduce una vita sana, mangiando alimenti vegetali di buona qualità è molto più sana di un magro sedentario o che mangia senza ingrassare patatine e soda.
Così come una persona di costituzione fragile, non è detto che sia una anoressica e che sia magra "per colpa" della dieta vegan (è incredibile come di volta in volta l'alimentazione vegan sia accusata di far perdere peso o di ingrassare, a seconda dei casi).
Ognuno di noi ha un proprio peso forma, soggettivo, che non è detto corrisponda ai nostri canoni estetici e che di solito è anche un po' ballerino, nel senso che c'è un discreto range di chili in più o in meno perfettamente tollerabili senza conseguenze dal nostro organismo.
La scienza ci dice che è importante avere cellule sensibili alla glicemia, sangue fluido e ossigenato, colesterolo basso e buona presenza di antiossidanti. Se questo avviene in una taglia 40 o in una 46, onestamente, credo cambi poco.


martedì 19 marzo 2013

Pubblicità? Una sola :-)

Talvolta mi vengono proposte piccole collaborazioni in cambio di pubblicità sul blog (a me? bho, sì. andranno a tappeto :-P).
Ogni volta dico/scrivo che ci penso, ma alla fine la risposta è sempre la stessa: no, grazie.
E di soldini ne abbiamo anche bisogno, nonostante l'ideale di decrescita felice, perchè siamo pur sempre una famiglia di 4 persone più animali, con l'erpetologo che non è che abbia il lavoro più stabile e ricercato del mondo, è che ora è libero professionista.
Ma per pochi spiccioli, perderei la possibilità di scrivere tutto, ma proprio tutto quello che mi pare. Ci tengo allo stemmino "ad-free" tra i banner :-)
So che il più delle volte non c'è alcuna malizia, ma proprio non mi stanno simpatici gli articoli in cui si parla di qualcosa pubblicizzato o in vendita tramite pubblicità sullo stesso sito...
Se poi si trattasse di mettere pubblicità di marche, diciamo così, "commerciali", mi sentirei completamente snaturata.
Quindi no, qui pubblicizzo una sola attività, la mia!
Per chi è disponibile ad un percorso un po' più alla buona offro consulenze anche on-line ;-)
Eh, sì, siamo un po' selvaggi e che selvaggio rimanga anche il blog :-)


domenica 17 marzo 2013

Anacardi tostati al chaat masala

Tanto per farmi viva sul blog ;-)
L'erpetologo è sul campo, nonostante il clima ancora poco primaverile, ed io tra bambini e cose da fare in casa ho poco tempo per sperimentare, fotografare e pubblicare ricette :-P
Ma un antipasto o snack veloce come questo, ci vuole davvero un attimo a farlo!

Bisogna avere (o fare) del chaat masala e anacardi.
In un wok o padella pesante, leggermente unta con olio di sesamo secondo tradizione indiana (ma l'olio extra vergine di oliva va anche bene) si fanno tostare gli anacardi e, appena leggermente dorati, vengono cosparsi generosamente di spezie ;-)
L'olio serve più che altro a consentire al mix di spezie di "incollarsi" bene, perchè la tostatura potrebbe essere fatta a secco.
L'unico problema è che così la frutta secca in guscio diventa ancora più buona del solito e davvero uno tira l'altro ( e troppo non è il caso)!

martedì 26 febbraio 2013

Perchè NON sono crudista

Ultimamente ho riflettuto molto sul crudismo.
Grazie a questo post di Annalisa e ad alcune bellissime ricette (tipo questa che adoro) di MissVanilla, che mi sono sempre di ispirazione, ho pensato fosse il caso di scrivere nero su bianco perchè non sono crudista al 100% e perchè, come consulente, non ritengo necessario consigliarlo.
Ma preciso subito due cose importanti: 1- con crudismo qui intendo al 100% o in quella direzione e 2- il fatto che io non lo ritenga necessario o ottimale per la salute NON significa che non si possa fare o che faccia male, tutt'altro. Spero che proseguendo la lettura questi 2 concetti rimangano chiari.
Mi rinfresco con una immagine scattata la scorsa primavera e mi butto!
La dieta "originaria" dell'uomo sarebbe al 100% cruda.
Bè: no. Inutile girarci tanto attorno. La scoperta -e utilizzo- del fuoco è perfino più antica dell'uomo moderno. Esistono prove dell'utilizzo del fuoco già a partire da 1,5 milioni di anni fa, da parte di Homo erectus (per chi non lo sapesse, non è la nostra specie, ma un nostro "parente" ormai estinto). Anche i neanderthal facevano sicuramente uso del fuoco. Insomma la nostra specie è "nata" assieme al fuoco e sicuramente è nata anche assieme ad una forte differenziazione della dieta rispetto ai primati più prossimi a noi come le grandi antropomorfe.
Se non bastassero le differenze anatomiche a dimostrarlo (abbiamo, riassumendo, dentatura molto meno forte e resistente agli acidi, più adatta a masticare alimenti morbidi; colon molto più breve, poichè meno adatti a ingerire importanti quantità di cellulosa), basterebbe la logica ed un pizzico di conoscenza dell'evoluzione.
Abbiamo (anzi, i nostri antenati, intendendo con questo specie di ominidi ben precedenti la nostra) acquisito la caratteristica di essere bipedi, per farla molto, ma molto breve, perchè abbiamo abbandonato la foresta, sfruttando la savana, il bush e le boscaglie stagionali. In effetti come bipedi saremmo delle schiappe a competere coi primati nel raccogliere la frutta matura sugli alberi ;-)
In compenso l'utilizzo delle mani e presto del fuoco ci ha presto permesso di sfruttare risorse per cui c'era minore competizione, come i tuberi e poi i semi. Che oltretutto presentavano l'enorme vantaggio di essere "stoccabili" e trasportabili.
La presenza di amilasi salivare in quantità decisamente maggiore rispetto ai primati è la prova di un nostro innegabile adattamento al consumo di amidi.
L'uomo non è più esclusivamente fruttariano, così come non è erbivoro. Con una dieta basata esclusivamente sulla frutta abbiamo sì molti vantaggi (e ne discuterò almeno brevemente a breve), ma facciamo anche molta fatica a raggiungere le calorie che ci sono necessarie e questo nonostante l'accesso illimitato a frutta di ogni stagione e parte del mondo, che acquistiamo al supermercato e non con giorni di cammino e che riusciamo a mandare giù in quantità talvolta a malapena sufficiente grazie ad artifici molto poco più naturali del fuoco quali frullatori, estrattori, centrifughe ecc.
Non a caso la dieta crudista è eccellente per perdere peso, ma tutti gli studi fatti hanno indicato la presenza di almeno una parte dei soggetti sottopeso e che non raggiungeva un apporto adeguato in nutrienti.
Ripeto qui il mio disclaimer iniziale: la mia non è una critica al crudismo, che è possibile seguire anche con grandi vantaggi. Semplicemente sono convinta che se ancora oggi sia difficile per alcuni mangiare a sufficienza tutto crudo, immaginatevi un po' un milione di anni fa, quando il cibo doveva essere cercato a piedi, non ci si scaldava (bhè, tranne che attorno al fuoco ;-)), si scappava dai predatori e c'erano anche stagioni secche o fredde.
Si può fare, può essere utile sotto molti aspetti, ben spiegati nel libro recensito da Annalisa nel post già linkato, ma non è la strategia che sembra vincente dal punto di vista evolutivo.
E mi riallaccio di nuovo al mio primo disclaimer: il 100% crudo non sembra vincente, ma è invece evidente e provato che, oltre fonti più concentrate di energia quali gli amidi, cibi grassi e in passato "ghiottonerie" belle grasse e proteiche come gli insetti, la nostra specie si sia evoluta mangiando SEMPRE anche tantissima roba cruda, vegetali, erbe selvatiche di ogni tipo, qualunque frutto o bacca fosse a disposizione nella stagione. E' stato stimato che l'apporto in fibre e calcio fosse altissimo, proprio grazie all'imponente consumo in vegetali selvatici, che sono oltre tutto molto più concentrati (in nutrienti e non in zuccheri) rispetto alle varietà coltivate.
La dieta 100% cruda è la più sana
La dieta 100% cruda ben organizzata è sanissima e presenta innumerevoli aspetti vantaggiosi, MA, nessuno studio e nessuna logica ci dice che tali vantaggi siano raggiungibili solo mangiando tutto crudo. Nessuno studio ha mai confrontato una dieta vegan crudista con una dieta vegan sana (e quindi con tanto crudo). Fare il confronto con la normale e pessima dieta onnivora tutta cotta non ci dice purtroppo granchè.
Una dieta ricchissima in verdure e frutta cruda è vantaggiosa nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete, del cancro, del sovrappeso.
Ma anche una dieta vegan parzialmente cruda (non so come altro chiamarla) presenterebbe gli stessi vantaggi.
Gli antiossidanti e le vitamine possono in parte essere distrutti con la cottura. MA non è che il cibo cotto non ne ha più, le riduzioni vanno dal 20 al 70% per le peggiori cotture (prolungate, in acqua, ad alte temperature). Una cottura conservativa invece (per esempio al vapore e la più breve possible) lascia di poco inferiore la quantità di vitamine termo-labili, ma rende il cibo più morbido e da che mondo e mondo si riesce a mangiare una quantità maggiore di cibo cotto (richiede anche meno tempo di masticazione) rispetto al crudo. Pertanto la quantità finale di vitamina è la stessa e i minerali e gli altri componenti sono anche di più.
Alcune vitamine vengono proprio assimilate meglio a partire dal cibo cotto (come i carotenoidi, che oltretutto sono assimilati meglio se mangiati assieme ai grassi, alla faccia della moda per le diete monofrutto).
Inoltre ripeto, sempre a scanso di equivoci, che è ESSENZIALE mangiare tanti alimenti vegetali crudi. Ma essere non crudisti non significa mangiare tutto cotto!
Venendo agli antiossidanti, se è indubbio che mangiare crudo è un ottimo modo per farne il pieno, vorrei porre l'accento sui primi 5 alimenti in cima alla lista dei cibi a maggior contenuto in antiossidanti, secondo la TAC (total antioxidant capacity), traggo sempre dall'interessantissimo "Becoming raw": 1)piccoli fagioli rossi 2)mirtilli selvatici 3)fagioli pinto 4)fagioli rossi 5)mirtilli
e al 18° patate russet (cotte!), "solo" al 20° e 21° prugne e mela....
Per dire: ottimi gli antiossidanti di frutta e verdure cruda, ma perchè mai privarsi di quelli (oltre ad altri vantaggi) di legumi e tuberi cotti?
La cottura rende "tossici" gli alimenti: questo è vero solo in parte (molto in parte). Se è vero che con la cottura si possono formare sostanze pericolose come l'acrilamide o gli AGEs (Advanced Glycation End products), ciò accade solo con alcuni tipi di cottura, sostanzialmente quella ad alte temperature e con grassi (tipo la frittura e alcuni tipi di cottura al forno). Imparare a usare solo cotture conservative ed evitare ovviamente il junk food, che è la fonte per eccellenza di queste sostanze, è più che sufficiente per eliminare il pericolo.
D'altro canto la cottura rende più digeribili molti cibi, i legumi tra tutti.
Per quanto riguarda il mantenimento del pH corporeo, ancora una volta, non è vantaggio esclusivo del tutto crudo. Oltretutto i tuberi e alcuni semi antichi come grano saraceno e quinoa o miglio, oltre che molti legumi, non sono acidificanti.
E' stato dimostrato che non ha riscontro scientifico nè la teoria secondo la quale ci servono gli enzimi delle piante per digerire bene, nè la teoria della leucocitosi.
E ancora una volta ricordo che anche i sostenitori delle suddette riconoscono come non sia necessario evitare del tutto gli alimenti cotti.
La dieta crudista è la più ecologica: questo in effetti può essere. Ma credo dipenda molto da dove si vive e da come si mangia (siamo tutti diversi, ognuno deve calibrare la propria dieta su sè stesso e non su un qualche guru: c'è chi si trova bene con più grassi, chi con meno; chi ha bisogno di qualche fonte di saturi perchè magari il suo organismo ne produce pochini e chi no e via discorrendo). Se si vive in zona più o meno calda è facile (e probabilmente anche più giusto per l'organismo) basarsi fortemente su frutta acquosa e semi oleaginosi e lo stesso clima presenta una ampia offerta di alimenti adatti anche ai più affamati, quali avocado, banane, datteri, manghi, ecc.
Se si vive al nord e si ha bisogno di un discreto quantitativo di calorie è più difficile saziarsi senza darci dentro di noci e nocciole (anche se la sazietà e la capacità di tollerare una dieta basata sui semi oleaginosi di nuovo credo sia soggettiva). A meno di comprare frutta da oltreoceano.
Non è una critica. Anche  vegan non crudisti -chi più chi meno- e anche tutti gli onnivori che conosco, fanno incetta di prodotti non proprio Km0 come caffè, cioccolato, zucchero, banane ecc.
Però ecco, alla fine della fiera, tra frullatore ultra professionale e pentola di coccio sulla stufa (tra l'altro, ho scoperto che la cottura in coccio preserva alcuni antiossidanti che si perdono invece con la cottura in pentolame in metallo), mi sento più ecologica -e sicuramente risparmio di più- godendomi il farro monococco comprato tramite GAS. O per lo meno non credo che si possa così facilmente decretare un vincitore, sono troppe la variabili in gioco (ma vince senz'altro Annalisa, che riesce ad essere al 90% crudista senza mangiare banane e datteri e senza frullatore!!!).

Insomma, personalmente sono una fan del tubero e del cereale (granelli di amido cotto di vario tipo, di orzo e legumi, sono stati trovati anche nel tartaro dei Neandrthal, che per dire, erano il più "carnivoro" degli ominidi). Non riesco a trovare una ragione valida per eliminare dalla mia dieta tuberi, cereali integrali e men che meno legumi.
Fermo restando che li accompagno sempre con verdura cruda (ma anche cotta in maniera conservativa), che tutta la frutta che mangio, a colazione, essiccata, agli spuntini, è cruda; e che io di crudo mangio anche i cereali, perchè faccio i fiocchi di avena in casa ed anche la colazione Kousmine utilizza farine crude se appena macinate.

Voi? Quanto crudo nella vostra dieta?



martedì 29 gennaio 2013

Granola di Okara

La foto, date le mie miserrime doti fotografiche, non rende giustizia. Ma la granola di okara si è rivelata un modo piacevolmente pratico per impiegare l'okara che si ottiene facendo latte di soia e tofu in casa.
Altri ricette con l'okara qui.
La ricetta (ma io ho variato ed in questo caso dare spazio alla propria fantasia/gusti è davvero cosa semplicissima) l'ho presa da qui.
Buone sperimentazione, se tentate, condividete la vostra ricetta!
Io ho semplicemente unito all'okara pari volume di fiocchi d'avena integrale appena fioccati, qualche cucchiaio di malto, un cucchiaio di olio di sesamo, cannella in polvere ed uvetta.
Altri suggerimenti?